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Correlazioni in Medicina



Significato prognostico della sarcopenia nei pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico


La sarcopenia, un concetto nuovo che riflette la perdita degenerativa della massa muscolare scheletrica, è un cambiamento fisiologico critico durante lo sviluppo della cachessia da cancro.
È stato studiato in modo retrospettivo il ruolo prognostico della sarcopenia nei pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico.

L’indice del muscolo scheletrico è stato calcolato utilizzando la tomografia computerizzata alla diagnosi di carcinoma a cellule renali metastatico.

La sarcopenia è stata definita come indice del muscolo scheletrico minore di 43 cm2/m2 per i maschi con un indice di massa corporea inferiore a 25 kg/m2, meno di 53 cm2/m2 per i maschi con un indice di massa corporea di 25 kg/m2 o maggiore, e almeno 41 cm2/m2 per le femmine.

È stato valutato il rapporto tra sarcopenia e sopravvivenza globale in 92 pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico.

In totale 63 pazienti ( 68% ) sono stati classificati con sarcopenia e 52 ( 57% ) sono morti ( sopravvivenza globale mediana 27 mesi ) durante il follow-up ( mediana 19 mesi ).

Un'analisi multivariata ha identificato la sarcopenia come predittore significativo ed indipendente di sopravvivenza globale ( hazard ratio, HR=2.58, P=0.015 ), oltre a nefrectomia ( P minore di 0.001 ), numero di siti metastatici ( P=0.017 ), calcio corretto ( P=0.026 ) e lattato deidrogenasi ( P=0.006 ).

I tassi di sopravvivenza globale a 3 anni sono stati pari a 31% e 73%, rispettivamente, per i casi sarcopenici e non-sarcopenici ( P minore di 0.001 ).

L'integrazione della sarcopenia nel modello di rischio Memorial Sloan Kettering Cancer Center ha migliorato il c-index da 0.726 a 0.758 ( aggiunta di sarcopenia al modello originale ) e 0.755 ( sostituzione di sarcopenia per performance status Karnofsky ).

In conclusione, la sarcopenia è un fattore prognostico significativo nel carcinoma renale metastatico. ( Xagena2016 )

Fukushima H et al, J Urology 2016; 195: 26-32

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